Chi determina oggi il valore e i prezzi delle opere d’arte? Nel mondo dell’arte degli ultimi anni basta il parere di un critico per fare scattare verso l’alto il prezzo di un’opera e il valore di un’artista.
Succede ad alcuni di acquistare opere d’arte contemporanea e vedere il loro prezzo salire alle stelle il giorno dopo l’acquisto. Succede ad altri di comprare opere di artisti affermati che nel giro di alcuni anni si trasformano in flop clamorosi. Il prezzo dell’arte e il valore dell’arte si trovano di questi tempi a dialogare tra loro profondamente, con tante contraddizioni, fino al paradosso che a volte è la stessa attribuzione di un prezzo alto a far sì che l’opera si circondi di un’aurea sacra, di un alone di rispetto.
Proprio sulla critica di queste contraddizioni vuole giocare la mostra che si inaugurerà il prossimo 15 dicembre in Piazza Castello a Torino, nella P.O.W. Gallery. Il curatore e ideatore, Carlo Pesce, ha infatti pensato un meccanismo espositivo che sovverta il sistema oggi convenzionale dell’acquisto. Le opere non avranno alcun valore stimato di partenza e saranno gli stessi visitatori della mostra, se interessati a comprare, a determinare il loro prezzo. Da qui il nome e lo slogan della mostra: Take Away Art – Scegli l’opera, fai il prezzo, portala a casa.
Non c’è dubbio che l’idea di Carlo Pesce rappresenti una geniale trovata per far ragionare il pubblico sui mille difetti dell’arte di oggi. Le opere d’arte, che in passato avevano un valore anche artigianale, tecnico, di preziosità dei materiali, sono oggi spesso oggetti di valore reale minimo, la cui valutazione economica avviene unicamente attraverso quella simbolica. Per fare un esempio estremo (ma neanche troppo), può succedere che la critica assegni un valore artistico ad un mucchio di fascine per far sì che acquistino anche un valore economico. A rimetterci è probabile che alla fine sia l’acquirente, che si porterà a casa insieme al valore artistico e simbolico anche tanta legna da ardere.
Da qui nasce un’ulteriore problema, un’altra contraddizione. L’arte contemporanea è ancora capace di entrare nella memoria collettiva? Un tempo si diceva che l’arte rendeva immortali gli artisti e si costruivano i monumenti per far ricordare i personaggi. L’arte di oggi, governata da questi meccanismi particolari, rischia probabilmente di perdere il proprio legame con il tempo, con il futuro, con la memoria. A parte alcune eccellenze, tante opere d’arte che si acquistano oggi rischiano di finire dimenticate per il semplice fatto che hanno un valore materiale inconsistente, ed un valore simbolico arbitrario.
Sono tanti gli artisti che hanno deciso di seguire Carlo Pesce nel suo esperimento ed hanno accettato di mettersi in gioco alla P.O.W. Gallery: Ivo Bonino, Venere Chillemi, Max Oddone, Ruben Esposito, Ernestina Rossotto, Davide Minetti, Flavio Fracasso, Ezio Minetti, Francesco Blaganò, Alberto Bongini, Sivio Porzionato, Giorgia Oldano, Erika Riehle, Maurizio Barbieri. Tutti loro hanno scelto di provare l’innovativa esperienza della Take Away Art. Chiaramente tutti quelli che vogliono partecipare possono aggiungersi. E ancora più chiaramente tutti sono invitati a stare al gioco, a visitare la mostra e a fare la propria offerta d’acquisto.
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